lunedì 18 giugno 2012

I burattinai




“Coloro che non imparano dagli errori del passato sono condannati a riviverli”

La Globalizzazione può essere definita un’ideologia che identifica le Nazioni-Stato sovrane come il nemico numero uno, principalmente poiché la funzione più importante dello Stato è (o dovrebbe essere) garantire la priorità degli interessi dei Molti – vale a dire, “il Popolo” – sugli interessi dei Pochi.
 Di conseguenza le forze globalizzatrici cercano di indebolire, dissolvere ed eventualmente distruggere le fondamenta principali della Nazione-Stato che la rendono essenzialmente un’istituzione sociale, per poi rimpiazzarle a livello mondiale con delle strutture sovrannazionali che si occupano di gestire la sfera sociale, politica, economica, finanziaria e militare.
Questi gruppi di potere sono costituiti da interessi privati che sono riusciti ad ottenere un qualcosa senza precedenti: un qualcosa che potremmo descrivere come privatizzazione del potere su scala globale.
A dire il vero la parola “Globalizzazione” non è altro che un eufemismo usato per descrivere ciò che ex presidenti statunitensi come Wilson, Roosevelt, Truman e George H.W. Bush – in periodi diversi della storia moderna – definivano come “Nuovo Ordine Mondiale”.

“Un Nuovo Ordine Mondiale!” Quando il presidente George Bush senior usò imperturbabilmente quel termine in un discorso fatto l11 settembre 1991, l’Establishment si mosse per evitare il ripetersi di tale situazione e coniò una nuova idea, dall’aspetto più neutro ed inoffensivo: "Globalizzazione".